Detrazioni fiscali per il risparmio energetico degli edifici esistenti

La tabella accanto riportata sintetizza gli interventi che possono usufruire delle detrazioni fiscali secondo le aliquote che scaturiscono dalla nuova legge:

Le principali novità riguardano la riduzione dell’aliquota di detrazione al 50% per:

  • interventi relativi alla sostituzione di finestre comprensive di infissi,
  •  schermature solari,
  •  caldaie a biomassa,
  • caldaie a condensazione, che continuano ad essere ammesse purché abbiano un’efficienza media stagionale almeno pari a quella necessaria per appartenere alla classe A di prodotto prevista dal regolamento (UE) n.811/2013. Le caldaie a condensazione possono, tuttavia, accedere alle detrazioni del 65% se oltre ad essere in classe A sono dotate di sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02.

Resta confermata al 65% l’aliquota per:

  • interventi di coibentazione dell’involucro opaco,
  • pompe di calore,
  • sistemi di building automation,
  • collettori solari per produzione di acqua calda,
  • scaldacqua a pompa di calore,
  • generatori ibridi, cioè costituiti da una pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro,
  • generatori d’aria a condensazione.
  • Sono ammessi con la stessa aliquota del 65%, anche i micro-cogeneratori, per una detrazione massima consentita di 100.000 euro.

Restano infine confermate al 70% e al 75% le aliquote di detrazione per:

  • gli interventi di tipo condominiale,

per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 con il limite di spesa di 40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio. Qualora gli stessi interventi siano realizzati in edifici appartenenti alle zone sismiche 1, 2 o 3 e siano finalizzati anche alla riduzione del rischio sismico determinando il passaggio a una classe di rischio inferiore, è prevista una detrazione dell’80%. Con la riduzione di 2 o più classi di rischio sismico la detrazione prevista passa all’85%. Il limite massimo di spesa consentito, in questo caso passa a 136.000 euro, moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

Impianto solare termico: acqua calda dal sole (parte 1)

Cosa è un impianto solare termico?
Come tutti gli impianti è costituito da varie parti.
La prima, credo la più importante, è il collettore. Questo viene installato sulle falde del tetto o in giardino/terrazze e viene esposto alla luce solare. La parte che si vede esternamente è uno strato di vetro al di sotto c’è il cuore del collettore: l’assorbitore. L’assorbitore ha la funzione di assorbire la radiazione solare incidente, di trasformarla in calore e di trasferire il calore prodotto al liquido vettore.
Il liquido vettore viene mescolato con dell’antigelo (glicole) per evitare fenomeni di gelo invernali.
Un altro importante elemento di un impianto solare termico è rappresentato dal serbatoio di accumulo (detto anche accumulatore, o bollitore). Il serbatoio è costituito da un serbatoio coibentato, nel quale è presente uno scambiatore di calore in cui circola il fluido termovettore del circuito primario del collettore che, cedendo il calore ricevuto dal sole, riscalda l’acqua contenuta nell’accumulatore.
Le dimensioni del serbatoio di accumulo sono proporzionali al fabbisogno medio giornaliero di acqua calda sanitaria, pari a circa 50 – 80 litri a persona.
Dal punto di vista della circolazione del fluido termovettore, il sistema solare può essere:

  • circolazione naturale;
  • circolazione forzata.

Entro certi limiti sono pertanto un efficace sostituto dello scaldabagno elettrico o della caldaia a gas per generare acqua calda per lavare piatti, fare la doccia, il bagno etc….

Consulenza energetica

La figura del Consulente Energetico permette al Cliente di scegliere le migliori soluzioni tecniche e tecnologiche in materia di energia e risparmio energetico.
Il lavoro del Consulente Energetico passa per varie fasi:
1. diagnosi energetica;
2. progettazione e analisi degli interventi migliorativi;
3. analisi e scelta con il Cliente della soluzione da realizzare.

1. Diagnosi energetica. La diagnosi energetica permette di effettuare una “fotografia” energetica dell’immobile (edificio e/o appartamento) permettendo di individuare le strutture che maggiormente disperdono energia.
2. Progettazione e analisi degli interventi migliorativi. Tale fase permette di realizzare diversi progetti di intervento che mediante l’analisi porta alla scelta degli interventi da analizzare con il Cliente.
3. Analisi e scelta con il Cliente della soluzione da realizzare. La fase “conclusiva” di questo processo permette al Cliente di scegliere, tra le varie ipotesi di progetto, quella che ritiene migliore da realizzare.
Avvalersi di un Consulente Energetico permette:

  • di individuare immediatamente i problemi energetici dell’immobile;
  • di scegliere le migliori soluzioni energetiche;
  • di risparmiare energia nel breve termine;
  • di risparmiare energia nel lungo termine, questi interventi garantiscono un risparmio energetico nel tempo anche in ottica di un aumento del costo dell’energia;
  • di accedere alle agevolazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Certificazione energetica per i nuovi edifici

Anche la realizzazione di nuovi edifici deve rispettare le norme per il contenimento energetico.
Tale obbligo si traduce nella progettazione dell’involucro esterno (solai, tetti, pareti, finestre), del generatore di calore, di impianti fotovoltaici, di impianti solari termici in funzione di uno scenario di utilizzo al fine di individuare i componenti base per la costruzione dell’involucro e gli indici prestazionali e, conseguentemente, la classe energetica dell’immobile.
Occorre effettuare la cosiddetta verifica termica nuove costruzioni ex-legge 10 degli anni 90 con la quale si andava a progettazione e verificare l’involucro esterno e il fabbisogno energetico dell’immobile.

Compravendite senza attestato energetico: la UE chiede chiarimenti

La Commissione europea, all’interno della procedura d’infrazione per il mancato rispetto della direttiva 2002/91/CE, chiederà alle autorità italiane di fornire informazioni sulla legge 133/2008 che ha cancellato l’obbligo di allegare l’attestato di certificazione energetica agli atti di compravendita degli immobili, e sulla compatibilità della legge stessa con la direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell’edilizia.
Infatti, il Commissario dell’Energia europeo ipotizza che tale legge rende più difficile l’entrata in possesso da parte del locatario o acquirente dell’attestato di qualificazione energetica (AQE).
Ricordo che era entrato in vigore l’obbligo di allegare l’attestato di qualificazione energetica all’atto di compravendita di interi edifici o di singole unità immobiliari (U.I.), obbligo che la legge 133/2008 ha cancellato.

Documenti necessari per la Certificazione Energetica

L’Attestato di Prestazione Energetica, obbligatorio per le vendite di immobili e per gli affitti, necessita di una quantità di dati importante.
Tale quantità di dati si divide in due categorie:

  1. dati amministrativi: che riguardano l’immobile in quanto oggetto di proprietà;
  2. dati tecnici: che riguardano la parte termica dell’immobile.

Al fine di rendere semplice ed immediato il reperimento di questi dati, pere facilitare la ricerca degli stessi, di seguito si riporta un elenco dei documenti/dati che occorrono.
Atto di proprietà dell’immobile copia leggibile
(repertorio, data di registrazione, nominativo del notaio);
Dati del proprietario fotocopia documento di identità valido
(nome, cognome, indirizzo di residenza, codice fiscale e un recapito telefonico);
Dati catastali mediante visura catastale con data anteriore massimo di 7 giorni
(Particella, Foglio e Subalterno);
Planimetria catastale con data anteriore massimo di 7 giorni
(Planimetria catastale o altro documento equivalente);
Libretto della Caldaia
(sia che l’impianto di riscaldamento è termoautonomo sia che l’impianto è centralizzato);
Millesimi per il riscaldamento
(nel caso di riscaldamento centralizzato);
Schede tecniche dei serramenti o di altri sistemi termofisici presenti all’interno dell’edificio da certificare
(se sono stati sostituiti recentemente);
Concessione edilizia/permesso di costruire/autorizzazione edilizia/DIA
(per definire l’immobile urbanisticamente);
Relazione Tecnica (ex Legge 10)
(nel caso in cui l’immobile sia stato realizzato successivamente al 1991 e si disponga di tale documentazione o si possano rintracciare i costruttori/progettisti).